Inaki Williams si sfoga: giocare la Supercopa in Arabia Saudita è un disastro
Il capitano dell’Athletic Bilbao, Inaki Williams, ha appena dichiarato che giocare la Supercopa di Spagna in Arabia Saudita è un vero schifo. La sua frustrazione è nata dal fatto che la squadra si trova a dover affrontare una lunga migrazione, un clima estremo e la sensazione di non poter contare su un pubblico accogliente. Queste condizioni, secondo Williams, disturbandolo e disturbando la concentrazione, potrebbero compromettere le prestazioni sul campo.
La Supercopa: un appuntamento dal vivo tra le stelle del calcio spagnolo
La Supercopa di Spagna è una competizione annuale che si svolge tra la squadra campione di La Liga e quella vincitrice della Copa del Rey. Se il format è cambiato nel 2023, prevede ancora una finale a un solo incontro, ma la sede è stata spostata in Arabia Saudita, dove le autorità locali hanno investito milioni per attrarre club europei e aumentare la visibilità del calcio nel Medio Oriente.
Il nuovo formato e le implicazioni commerciali
Il passaggio in Arabia Saudita è stato motivato principalmente da accordi commerciali che promettono una maggiore visibilità e un ritorno economico più consistente. Tuttavia, i club e i giocatori devono ora considerare il costo del viaggio, la differenza di fuso orario e l’adattamento a un ambiente che differisce notevolmente da quello europeo. Per l’Athletic, che ha una forte tradizione di identità locale, questa scelta ha suscitato problemi di morale e di organizzazione.
Il viaggio verso il deserto: una sfida logistica
Il team dell’Athletic deve affrontare un volo di oltre 9 ore verso Riyadh, dove si terrà lo stadio di Jeddah. La squadra deve inoltre coordinare l’alloggio, l’alimentazione e la gestione del recupero in un clima dove la temperatura può superare i 45 gradi durante il giorno. Anche gli eventi pre-partita, come le sessioni di allenamento e i briefing tattici, sono stati programmati in condizioni di caldo intenso, con conseguente affaticamento già prima dell’inizio della partita.
Effetti sul corpo e sulla mente dei giocatori
Il caldo estremo può portare alla disidratazione, al calore e alla riduzione delle prestazioni fisiche. Inoltre, la mancanza di un pubblico locale appassionato, che in Spagna è una componente chiave dello spirito di squadra, può influire negativamente sul morale dei giocatori. Williams ha sottolineato che la sensazione di trasferta continua anche quando sono in casa, perché il clima e l’ambientazione non favoriscono la familiarità con lo stadio.
Il clima arabo e la sua influenza sul gioco
La temperatura in Arabia Saudita durante la fine di settembre, mese in cui si svolge la Supercopa, può superare i 35°C. Le condizioni di umidità e la radiazione solare intensa possono alterare la dinamica della partita, rendendo più difficile eseguire tiri precisi, passaggi veloci e mantenere il ritmo di gioco. Inoltre, la superficie del campo, in molte occasioni meno invernale, può risultare più dura e meno prevedibile rispetto alle superfici spagnole.
L’importanza del supporto dei tifosi
Il calcio è in gran parte un gioco di atmosfera. Quando i giocatori si trovano in un paese straniero, la mancanza di tifosi del proprio club può causare un senso di isolamento. L’Athletic, noto per la sua tifoseria fedele, si trova ora a lottare contro l’assenza di questa componente psicologica. Williams ha definito l’esperienza di giocare in Arabia Saudita come “schifo” proprio per la perdita di quell’energia positiva che solo i fan possono fornire.
Le parole di Inaki Williams: una frustrazione sincera
Durante una conferenza stampa, Inaki Williams ha espresso, senza mezzi termini, la sua insoddisfazione per il modo in cui la competizione è stata organizzata. “Giocare qui è un disastro”, ha dichiarato, evidenziando come il viaggio, il clima e l’ambiente influiscano sul benessere dei giocatori. Il suo commento è stato accolto con una certa sorpresa, poiché la sua reputazione di leader solido e determinato è spesso associata a una visione pragmatica del calcio.
Reazioni del club e delle autorità
Il presidente dell’Athletic ha espresso comprensione per le preoccupazioni di Williams, ma ha ribadito l’importanza di rispettare gli accordi internazionali. Il club ha anche annunciato che verrà effettuata una ricerca interna per capire come migliorare le condizioni di viaggio e recupero. Le autorità saudite, d’altra parte, hanno sottolineato che il paese offre infrastrutture moderne e un clima controllato, ma hanno accettato di adattare le temperature dei box di recupero per i visitatori.
Prospettive future: un nuovo equilibrio
La discussione sollevata da Williams potrebbe influenzare le decisioni future sulle sedi delle competizioni spagnole. Se i club percepiscono che le condizioni esterne comprometteranno la qualità delle prestazioni, potrebbero chiedere all’UEFA e alla RFEF di riconsiderare le sedi. Nel frattempo, l’Athletic sta già lavorando su una strategia di adattamento che includerà allenamenti specifici per il clima e una gestione più rigorosa dell’idratazione.
Conclusione
In sintesi, la dichiarazione di Inaki Williams ha messo in luce le difficoltà di giocare la Supercopa in Arabia Saudita, evidenziando l’importanza di un ambiente favorevole per le prestazioni dei giocatori. La sua frustrazione è un segnale che il calcio internazionale deve prestare maggiore attenzione alle condizioni di gioco e al benessere degli atleti. Il futuro della Supercopa dipenderà dalla capacità delle autorità di trovare un equilibrio tra opportunità commerciali e rispetto delle esigenze dei club.