Cancelo: quando il carattere supera il talento – le rotture con Spalletti, Allegri, Guardiola e Nagelsmann

Di fronte alla consuetudine di raccontare la carriera di un calciatore di primo piano, è difficile non incontrare il tema del carattere. João Cancelo, l’esteriore difensore portoghese che ha conquistato le leghe più prestigiose d’Europa, è stato spesso coinvolto in controversie con i suoi allenatori. In questo articolo esaminiamo le principali colpi di scena: dal confronto con Antonio Spalletti al dissidio con Allegri, passando per l’incursione di Guardiola e la recente frustrazione con Nagelsmann. Analizzeremo come il suo temperamento abbia influenzato i suoi successi e le sue scelte di club.

Il talento che non si accontenta dei piani

João Cancelo è noto per la sua versatilità: da terzino destro a laterale sinistro, da difensore centrale a centrocampista di rottura. La sua abilità tecnica, l’intelligenza tattica e la velocità lo hanno reso un giocatore indispensabile per squadre di alto livello. Ma il suo nome è stato spesso associato a momenti di tensione. Quando un giocatore di grande talento non si conforma al piano dell’allenatore, nasce una frustrazione reciproca. Cancelo ha mostrato in molte occasioni di non accettare la propria posizione in campo, preferendo l’autonomia sul campo a un rispetto rigido delle direttive.

Il caso Spalletti: la prima grande rottura

Nel 2016, quando Cancelo era ancora giovane e in crescita al Valencia, l’allenatore Antonio Spalletti chiamò l’attenzione su di lui. Spalletti, noto per il suo rigido approccio tattico, voleva che Cancelo rientrasse in una struttura difensiva più tradizionale. Tuttavia, il giovane difensore preferiva l’arte di giocare in un ruolo più offensivo, spingendosi avanti e partecipando alla costruzione del gioco. Ciò portò a discussioni in campo e a un episodio di frustrazione che lasciò un segno sulla relazione tra giocatore e tecnico.

Il passo verso la Serie A: l’episodio Allegri

Il 2018 fu un anno decisivo per Cancelo, che si trasferì al Milan. L’allenatore italiano, Antonio Conte, fu presto sostituito da Massimiliano Allegri. L’ultimo cercò di imporre un sistema di pressioni alte che richiedeva dal difensore un approccio più rigido. Cancelo, però, era già abituato a una certa libertà di movimento. In una partita contro l’Inter, la frustrazione di Allegri si trasformò in un momento di confronto pubblico quando il giocatore si rifiutò di rientrare in posizione difensiva in tempo di recupero del pallone. L’intervista post-partita dipinge una figura di Cancelo che non accetta la mera esecuzione di ordini, ma chiede rispetto per il proprio ruolo.

Guardiola: l’alleanza di talento e tempismo

Il 2019 Cancelo si trasferì al Manchester City, sotto la direzione di Pep Guardiola, noto per il suo stile di gioco di possesso e pressioni continue. Inizialmente, la sintonia fu perfetta: Cancelo si adattò al ruolo di terzino destro, contribuendo con cross precisi e passaggi chiave. Tuttavia, la sua natura impulsiva lo portò a volte a ignorare le indicazioni di Guardiola. Il 2020, durante un match contro il Tottenham, Cancelo fu costretto a rimanere in campo per un tempo più lungo del previsto per compensare gli errori difensivi del team. Il risultato fu un episodio di tensione che si trasformò in discussione pubblica sul suo stile di gioco.

La frustrazione con Nagelsmann: una nuova sfida tedesca

Il 2021, Cancelo arrivò al Bayern Monaco guidato da Julian Nagelsmann, che cercava di costruire una squadra più dinamica e giovane. Nagelsmann esigeva un alto livello di disciplina tattica, ma Cancelo era già noto per il suo desiderio di libertà. In una partita contro il Borussia Dortmund, la frustrazione di Nagelsmann si manifestò quando Cancelo fu chiamato a rientrare in posizione difensiva ma si ritirò per continuare a giocare in avanzata. Il risultato fu una rottura di fiducia che si tradusse in un commento diretto di Nagelsmann: “Il talento è un dono, ma la disciplina è la chiave del successo”.

Il ruolo del temperamento nella carriera di Cancelo

La carriera di Cancelo è un esempio di come il talento incombente possa essere spinto da un carattere forte. Se da un lato la sua abilità tecnica lo ha reso un giocatore richiesto dagli allenatori più ambiziosi, dall’altro ha creato rifiuti e conflitti. Sono molti i motivi che lo hanno spinto a non accettare la rigidità di alcuni stili di gioco: l’autonomia, la creatività e la voglia di contribuire attivamente alla costruzione del gioco.

Il valore del talento spigoloso

Il talento spigoloso di Cancelo è un vantaggio per le squadre che cercano un difensore in grado di creare occasioni d’azione. Il suo stile di gioco, però, è un'arma a doppio taglio. Una squadra che si affida alla disciplina tattica può trovarsi in difficoltà se il giocatore non segue le direttive. Al contrario, una squadra che accetta la sua creatività può trarre vantaggio dalla sua capacità di sorprendere gli avversari.

La gestione delle relazioni con gli allenatori

Per molti allenatori, la gestione di un giocatore come Cancelo richiede un equilibrio delicato tra rispetto del suo stile e l’imposizione di un piano. Alcuni, come Guardiola, hanno cercato di modellare il suo approccio tramite la disciplina e la preparazione mentale. Altri, come Nagelsmann, hanno optato per una comunicazione diretta ma onesta, cercando di far comprendere al giocatore l’importanza della disciplina. Il risultato è stato un cammino di crescita per Cancelo, che ha imparato a trovare un accordo tra la sua natura e le aspettative degli allenatori.

Conclusioni: il futuro del carattere di Cancelo

Il percorso di João Cancelo è un esempio di come il talento e il carattere possano entrare in conflitto e, allo stesso tempo, arricchire la carriera di un calciatore. La sua storia con Spalletti, Allegri, Guardiola e Nagelsmann dimostra che la disciplina è fondamentale, ma che il talento non può essere soppressa. Il futuro di Cancelo dipenderà dalla sua capacità di trovare un equilibrio tra creatività e rispetto delle direttive. Se riuscirà a gestire il suo temperamento in modo costruttivo, potrà ancora contribuire a squadre di alto livello e a raggiungere traguardi di alto valore.

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